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La scrittura danzante

La "scrittura danzante" è una forma di scrittura automatica, ma molto più vicina al disegno che non alla scrittura vera e propria. E' utile per scaricare sovraccarichi mentali, e confusione rispetto a un problema qualsiasi. Per metterla in atto è necessario dare libero sfogo al gesto della mano, senza mai fermare la penna per "pensare", e soprattutto senza dare alla mente la possibilità di interferire.

Invece di scrivere realmente delle parole ci si limita a far "danzare" la penna sul foglio da sinistra a destra, simulando una scrittura. La scrittura potrà essere ampia, stretta, spigolosa, morbida, svolazzante... è importante liberare il gesto con la precisa intenzione di dipanare, attraverso la scrittura danzante, la propria matassa mentale. Si scrive uno o più fogli fino ad avere la sensazione di aver esaurito l'argomento ;-)

Evitate di farlo in compagnia, o come "esperimento con gli amici". L'esercizio si fa da soli e in un luogo tranquillo, altrimenti perde il suo potere introspettivo.

Per chi poi si sente più incline alla ritualità, ho sperimentato di recente un esercizio interessante, di cui parla Daniel Meurois Givaudane in uno dei suoi libri (mi pare sia "Dalla sottomissione alla libertà" edizioni Amrita).
Consiste nel disegnare, nell'arco di 7 giorni, il proprio "problema" (interiore o esteriore che sia). Ogni giorno si aggiungerà qualcosa al disegno, oppure si aggiungeranno altri fogli. Anche qui bisogna lavorare lasciando la mente da parte, senza fini espressivi. Il risultato potrà essere astratto o figurativo, non ha importanza, l'importante è che si lavori sempre con l'intenzione precisa di fissare sulla carta il proprio problema. Allo scadere del settimo giorno, meglio se al tramonto, si raccolgono i fogli, o il foglio, li si annodano con un bel nastro colorato, e si sotterra il tutto in un luogo prescelto, con l'intenzione di consegnare alla Terra il nostro problema perchè essa lo digerisca e lo trasformi.

Naturalmente anche questo esercizio si fa assolutamente da soli. Sarebbe bene anche fare attenzione a seppellire il tutto in modo che non si noti nulla, ovvero una volta coperta la piccola buca il terreno deve essere tale e quale a prima che la scavassimo (ogni rito dà i suoi frutti migliori quando la sua espressione passa nel mondo come un vento, senza lasciare tracce).

Buone introspezioni!

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