Ne approffitto per condividere le buone sensazioni che mi ha dato l'incontro a Firenze con Michelangelo Pistoletto, diversi mesi fa. Si è tenuto alla "Strozzina" neonato centro per l'arte contemporanea giovane ed esordiente.
Pistoletto ha parlato naturalmente dei suoi lavori, ma soprattutto di una direzione che l'arte è tenuta ad assumere in quest'epoca.
Si tratta di contribuire alla riconciliazione dell'umanità con il pianeta. Lui lo chiama il "terzo paradiso", ovvero ciò che viene dopo il paradiso naturale (quello biblico), e dopo quello tecnologico (il nostro). E' un'era diversa e necessaria, in cui si fanno molti conti con le proprie azioni e si mettono in moto cambiamenti. Non è poi un caso che tra i vari uffici della Città dell'Arte (il centro di sviluppo fondato da Pistoletto) via sia anche un "ufficio spiritualità". E' bello e importante che sia stata posta in un ufficio come gli altri, è uno stimolo a riportare sulla terra questa dimensione dell'uomo, di cui tanti hanno ancora così paura da aggrapparsi con tutte le loro forze al fantasma dell'illuminismo
Pistoletto ha sintetizzato il "Terzo Paradiso" in un nuovo segno di infinito, un simbolo che osa discutere la perfetta continuità dell'otto coricato per inserirvi un terzo cerchio, a mio parere temporaneo, disegno generato dall'uomo per inserirsi nell'armonia delle cose e cambiare la propria sorte evolutiva.
crediti immagine: Il nuovo segno di infinito, simbolo del Terzo Paradiso, tracciato sulla terra 51. Biennale di Venezia, Isola di San Servolo, 2005 - Foto: L. Ogryzko


